
5 ottobre 2025 – Quest’anno abbiamo goduto di un privilegio davvero speciale: una strada chiusa solo per noi, dove svolgere le prove cronometrate utili a definire la classifica del Trofeo Milano.
È il sogno di ogni organizzatore di gare di regolarità che vuole evitare di confinare i concorrenti in un anonimo piazzale, senza disturbare – e senza essere disturbato da – il traffico quotidiano. Grazie alla collaborazione del nostro socio e amico Andrea Caimi, siamo riusciti ad avere a disposizione per l’intera mattina della domenica nientemeno che la strada che da Stresa porta alla vetta del Mottarone!
All’inizio ci siamo entusiasmati immaginando serie di prove concatenate, tratti a media, gimcane e mille altre “trappole” per divertire i soci. Poi però il buon senso, il rispetto del regolamento ASI (a cui il Trofeo Milano deve attenersi essendo inserito nel calendario delle manifestazioni ASI) e anche un po’ di timore che qualcuno si lasciasse prendere la mano finendo fuori strada, hanno prevalso.
Abbiamo quindi optato per una formula classica: due settori con otto prove concatenate ciascuno, intervallati da un breve tratto di trasferimento libero.
Abbiamo dapprima individuato, studiando il percorso su Google Maps, i punti dove posizionare i pressostati; poi siamo andati in sopralluogo, armati di distanziometro e bomboletta spray per segnare sul bordo strada i riferimenti.
La domenica mattina presto ci siamo ritrovati per allestire il “campo gara” e, come nelle migliori tradizioni fantozziane, i problemi non hanno tardato ad arrivare. Le foglie cadute avevano coperto i segni fatti il giorno prima: abbiamo dovuto spazzare le zone dove ricordavamo di aver ipotizzato il posizionamento, ma molte non le ricordavamo… trasformando il tutto in una vera caccia al tesoro.
Anche la stesura dei cavi e il loro collegamento è stata comica: ho scoperto che per qualcuno il concetto “il puntalino nero va nella presa nera e quello rosso nella rossa” non è così intuitivo come pensavo.
Alla fine eravamo comunque pronti, anche dopo aver superato la prova delle radio ricetrasmittenti e il classico “io ti sento, tu mi senti…” andato avanti per un buon quarto d’ora. Il tutto reso più complicato dal fatto che, senza saperlo, ci eravamo sintonizzati sul canale della guardia forestale, che stava perlustrando la zona perché durante la notte era stato avvistato un lupo!
Nonostante tutto, ce l’abbiamo fatta.
A parte un ulteriore intoppo causato da una stampante letteralmente impazzita, siamo riusciti a far transitare tutte le auto e le moto senza dover annullare neppure una prova.
La soddisfazione personale, mentre presidiavo il tratto di trasferimento, è stata vedere con quanta concentrazione gli equipaggi affrontavano le prove di abilità. I commenti raccolti prima delle premiazioni hanno confermato che avevamo scelto tempi adeguati per tutte le categorie di vetture.
Pare che più di qualcuno, approfittando della strada chiusa fino alla vetta, si sia poi dedicato a una guida un po’ più “vivace” sui tornanti che restavano da percorrere per raggiungere la sommità, una volta terminate le prove. Ma sono solo voci… Proprio come quella della presenza del lupo all’alba lungo il nostro percorso.
Il presidente Marco Leva


